Arrivati nella Capitale, siamo andati a posizionare i bagagli in un albergo
piccolo ma confortevole e le professoresse ci hanno concesso un’ ora di tempo
libero.
Carolina, Alessio ed io di nome Matteo abbiamo approfittato di quest’ ora
per andare a prendere un gelato in una pasticceria che ci ha affascinato
subito.
Gustando questa squisitezza, ci siamo persi e siamo finiti in Piazza Venezia,
davanti al Vittorino.
Alessio chiede informazioni a un
vecchietto di passaggio.
Alessio:”Mi scusi, sa per caso dove sa
per dove posso trovare “L’
Albergo Pantheon ? “.
Il vecchietto rispondere:” Andate al Colosseo, trovate la porta
d’oro
e il vostro destino cambierà !?”…
Carolina per lo spavento
sviene; noi ringraziamo l ‘
anziano e Alessio ed, io trasciniamo Carolina fino al Colosseo.
Li troviamo la porta dorata, ma è
quella del bagno!!!!!!!!!
Stupidi entriamo e … ci ritroviamo
sull’ isola Tiberina, ma …all’
Epoca Romana!!!!!!
Buttiamo in acqua Carolina che subito, si risveglia, nuotiamo tutti e tre fino
alla riva del Tevere.
Da lì, inizia la nostra avventura...
Camminando nel villaggio, sul Colle Palatino, incontriamo un ragazzo patrizio un
po’ più grande di noi, identico ad Alessio.
Io, subito, gli domando:-Come ti chiami ?-, il ragazzo risponde:- Mi chiamo
Giulio e tu ?-io esclamo :-Mi chiamo Matteo e loro sono i miei amici, Alessio e
Carolina – .
Alessio domanda incuriosito :-Ci fai visitare la città ?- Giulio risponde
:-Volentieri, ma prima visto che è ora di pranzo, venite a mangiare nella mia
“Domus Aurea”- .
Subito entriamo nella “Triclinium”.
Ci viene servito del pane “Candidus” accompagnato da dei giacigli di rose
costituiti da castelli di frutta, la portata principale era del pesce fresco.
La mamma di Giulio, Silvia ci offrì una coppa di vino, ma noi rispondiamo
insieme:-Non possiamo bere il vino !!!!!!!- .
Carolina aveva assaggiato il pesce, ma non le piaceva, era troppo oleoso.
Giulio, finito il pranzo, ci portò a visitare il “Foro Romano”
Intanto nel presente…
Martina, una nostra compagna, insieme agli altri alunni, entrano nel
“Colosseo”, o come lo, chiamavano all’ epoca di Roma, “ L’ Anfiteatro
Flavio”, infatti, il nome Colosseo si diffuse nell’ epoca del Medioevo.
Martina chiede all’ insegnante:- Potrei andare in bagno professoressa ?- le
risponde:- Si, cento- .
Martina entra nel bagno e vede un
fascio di luce entra e…
Noi, intanto, abbiamo guardato il “ Foro Romano” in
cui erano esposte le “Dodici Tavole”.
Giulio indossava una “Tunica”
di lana bianca, senza
maniche, ai piedi aveva un paio di sandali di pelle marrone.
Alessio vede un particolare sui sandali di Giulio, c’è scritto
“ Famiglia Augusta”, questo vuol dire che Giulio è il figlio
addirittura di Nerone!!!!!!!
Martina si trova sull’ isola “ Tiberina”,
nuota fino a riva e, spaventata e sperduta corre al “Foro Romano”, dove
ci incontra.
Appena ci vede, abbraccia Carolina,
piangendo chiede informazioni e noi le rispondiamo.
Giulio, ci porta a visitare dei negozi di “ Abbigliamento” della donna dove ci
sono abiti, colorati e dei tessuti molto pregiati, per le donne nobili.
Passando all’ abbigliamento maschile possiamo trovare,
“ Tuniche” di
varie stoffe tra cui la lana.
Giulio,con il suo gentile carattere , ci regalò degli abiti molto colorati e
pregiati.
Intanto, nel presente, le
professoresse avevano contattato la polizia per denunciare la nostra scomparsa.
Giulio ci portò nella sua scuola,dove c’è un’ immensa biblioteca, io vedo un
libro ricoperto di polvere, allora, incuriosito, l’ ho aperto e …
Troviamo una cartina e una frase scritta in Latino Antico.
Io leggo la frase e la traduco.
Sulla cartina compare una “ X” sul fiume Tevere.
Salutiamo Giulio,lo ringraziamo e più veloci della
luce, corriamo sull’ isola Tiberina, dove nel fiume si forma un vortice,
che ci risucchia, come per magia, ci ritroviamo nel bagno del
“ Colosseo” .
Le professoresse ci vedono tutti bagnati, spieghiamo tutto, ma loro non ci
credono e, ci danno una nota e ci lasciano per un giorno intero nell’ albergo,
come punizione.