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Dopo
l'interruzione
causata dalle
forti nevicate,
riprendono gli
incontri alla
Scuola
Alberghiera di
Agliano con
l'interessantissimo
intervento del
dottor Roberto
Canu. Figura
poliedrica,
psicologo di
formazione,
appassionato di
cultura e
amministratore
comunale, Canu,
che ha seguito
l'avvio dei
piani di
valorizzazione
dei beni
culturali, ha
presentato una
nuova idea di
museo.
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Il primo
museo è quello
di Alessandria
d'Egitto, in Età
Ellenistica: si
tratta di una
specie di campus
universitario,
centro di
ricerca
letteraria e
scientifica in
cui convivono
grandi esponenti
della cultura di
allora, spiriti
geniali e
innovatori; è
altresì sede
della più grande
biblioteca del
mondo antico, il
cui patrimonio
purtroppo viene
involontariamente
quasi totalmente
distrutto da un
incendio ai
tempi del
conflitto con
Giulio Cesare.
Una concezione
di museo ben
diversa da
quella odierna,
concezione che
rimane per lo
più invariata,
dice Canu, fino
al Settecento,
quando il museo
diventa un luogo
aperto al
pubblico e
l'arte diventa
fruibile. Questo
non toglie certo
che fosse un
luogo per
l'elite, non
certo per il
popolo.
Carlo Alberto di
Savoia porterà
avanti il
discorso e pian
piano la cultura
si aprirà
democraticamente
a tutte le
classi sociali.
Negli anni
Sessanta-Ottanta
del Novecento si
comincia a
guardare al
visitatore come
ad un cliente ed
anche questo,
seppure vi siano
in ciò degli
aspetti
negativi,
rappresenta una
tappa verso
l'apertura.
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Il
nostro Paese è
straordinariamente
ricco di beni
artistici. Oggi
in Italia ci
sono almeno 4000
musei; i più
piccoli non
vengono neanche
mappati. Il
problema è che
tendiamo a
vedere il museo
come un
deposito,
proprio perché
abbiamo la
"fortuna" di
avere troppo da
esporre. Inoltre
si è lavorato
tanto sulla
tutela del
patrimonio
artistico e
sulla
conoscenza, ma
molto rimane
ancora da fare
per quel che
riguarda la
gestione e la
valorizzazione
dei beni
culturali. E' un
fatto che, se
nessuno mi
racconta la
storia
dell'oggetto
esposto, faccio
fatica ad
apprezzarlo.
Bisogna
rimettere in
relazione il
bene col suo
territorio. Il
monumento
locale, ad
esempio,
acquista
significato nel
momento in cui
metto insieme i
frammenti della
sua storia, lo
reinserisco nel
suo contesto. La
nostra società
si è atomizzata
ed è nostro
compito fare lo
sforzo di
ripristinare un
doppio livello:
chi opera nel
mondo della
cultura deve
imparare a
lavorare per sé,
ma anche per il
collettivo.
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AZIONI SUL
PATRIMONIO
CULTURALE: |
- TUTELA
- CONOSCENZA
- GESTIONE
- VALORIZZAZIONE
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